martedì 3 maggio 2011

CC / CP

Da quando i dischi non si vendono più, si è venuto a verificare un curioso fenomeno: dato che fondamentalmente i soldi si fanno suonando dal vivo, si sono riformati vecchi gruppi che parevano oramai destinati all'oblio con l'intento di attirare folle di nostalgici e/o appassionati di musica popolare. Oh, capiamoci subito: secondo me non è una cosa negativa, il purismo lasciamolo ai Grandi Artisti, che il rock and roll è un'altra roba. Per dire, c'è gente che non si è mai sciolta ma sono anni che va avanti coverizzando se stessa, senza aver la benchè minima cosa da dire, e nessuno si scandalizza. E poi, insomma, al cuor non si comanda: ho ancora ben vivo il ricordo dei Pixies a Ferrara e non mi dispiacerebbe andarmi a vedere qualche altro bello spirito dei tempi andati. Ognuno ha le sue debolezze. Una cosa curiosa sta capitando proprio dalle nostre parti: rotti i ponti da tempo, le due colonne portanti dei CCCP (per quel che mi riguarda, una delle cose migliori accadute culturalmente dalle nostre parti), Massimo Zamboni e Lindo Ferretti, si sono rimessi in movimento con gran parte dello storico repertorio militante, ma ognuno per conto suo. O perlomeno, Zamboni con Angela Baraldi e Ferretti con un paio di Üstmamò. La cosa bizzarra è il tempismo: sono partiti più o meno assieme. Cosa faranno i nostalgici? Se li andranno a vedere entrambi? Si divideranno in due fazioni l'una contro l'altra armate? Se ne staranno a casa ad ascoltare i vecchi dischi bestemmiando contro l'uno e l'altro? Mah. D'accordo, roba da quattro gatti. Però mi incuriosisce, dài. Zamboni con la Baraldi sembra quasi un sacrilegio, Ferretti negli ultimi anni ha fatto di tutto (schierandosi politicamente con quella che pareva la parte a lui più lontana) per farsi odiare da chi lo vedeva come un guru e non solo come un eccezionale cantante situazionista. Io penso che un salto a vedere i primi due lo farò (Ferretti mi inquieta un po' di più), tanto per vedere l'effetto che fa. Poi lo dicevano anche loro: fedeli alla linea / la linea non c'è!

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