Ogni tanto succede ancora. Dopo milioni di ascolti più o meno "telefonati" salta fuori un disco inaspettatamente bello e, di conseguenza, importante. E che due palle, uno dice: ci mancava solo il disco importante. Mi permetto di dire che i dischi importanti servono eccome, e chi non ci sta non sa cosa si perde. Oh, per carità, de gustibus: viviamo in un mondo libero, se non ricordo male. La ragazza col polpo sulla testa è Fiona Apple, e per quel che mi riguarda ha fatto proprio un gran bel lavoro: The Idler Wheel Is Wiser Than the Driver of the Screw and Whipping Cords Will Serve You More Than Ropes Will Ever Do. Non la conoscevo, pare che negli anni abbia riscosso un notevole successo (cosa che noi indie-snob solitamente indie-snobbiamo) e il cantautorato pianistico col mal di vivere non è mai stato il mio genere, MA. Com'era quel luogo comune? Questo album cresce ad ogni ascolto. I pezzi son belli, le esecuzioni splendide, gli arrangiamenti (minimali) perfetti. La voce di Fiona Apple è molto espressiva e poco manieristica, qua e là mi ricorda il Lennon del doppio bianco. Come diceva Palombo (Riccardo Pangallo) citando Eraclito? Chi non si aspetta l'inaspettato non troverà la verità.
If I'm butter, if I'm butter,
If I'm butter, then he's a hot knife,
He makes my heart a cinemascope screen
Showing the dancing bird of paradise.
Fiona Apple, "Hot knife"
mercoledì 21 novembre 2012
lunedì 15 ottobre 2012
La cacca del camaleonte
Weekend da rockstar per i Capra & Cavoli. Sabato in quel di Nonantola (MO) (dove andavo da giovane, in pellegrinaggio al Vox Club) per festeggiare la riapertura della biblioteca danneggiata dal terremoto di primavera. Inutile dire che ci siamo molto divertiti, Giancarlo della Fonoteca è stato il nostro fonico d'eccezione ed è intervenuto anche il sindaco Molinari, in gran spolvero in vista delle elezioni. Siamo usciti di scena (o per meglio dire, di strada) sulle note de La canzone del tritone bagnata da un bel temporale autunnale. Abbiamo anche avuto l'ardire di proseguire l'happening all'interno della biblioteca (sezione ragazzi) grazie alla gentilezza di Maria Pia. Il giorno dopo, tappa al Magazzino del sale di Cervia (RA) in occasione della chiusura della mostra del Festival delle arti 2012. Anche qui sono successe cose mirabolanti: intanto abbiamo usufruito di una amplificazione a dir poco "vintage", poi Guido ha cantato per noi Cenere d'amore e Matteo ha suonato la T + I e fatto i cori sul Tritone. C'è stato spazio anche per le richieste: I pappi dei pioppi e Rotoballe (per la dott.ssa Francesca). Infine, la Sofi ha posto agli astanti la domanda fatidica: "Di che colore è la cacca del camaleonte?". Risposte varie ed eventuali.
giovedì 4 ottobre 2012
I have a dream
martedì 25 settembre 2012
I lost myself
Se mai dovessi sintetizzare la mia esperienza di concerti "rock" in un solo singolo evento, sceglierei sicuramente l'ultimo al quale ho assistito, i Radiohead a Firenze. Questo non tanto per il concerto in sè (peraltro molto bello) quanto per tutto il contorno, che esige oramai una quantità di passione troppo alta per le mie possibilità. Di live, piccoli o grandi, ne ho visti ormai parecchi e forse è giunto il momento di dedicarmi ad altro, evitando soprattutto eventi di tali dimensioni. Che senso ha comprare il biglietto dieci mesi prima? E stare in fila mezz'ora per una birra perdendosi l'inizio del concerto? E trovarsi pigiati come sardine a rimirare dei puntini laggiù in lontananza? E impiegare un'ora di cammino per lasciare il Prato delle cornacchie sotto i riflettori della Protezione Civile? Eccetera, eccetera. Il bello è che nonostante tutto mi sono persino divertito e ho avuto il mio bel momento singalong cantando a squarciagola "i lost myself, i lost myself, i lost myseeeeelf" che è l'equivalente mainstrindie di "io vagabondo che son io vagabondo che non sono altro". Comunque basta, dài. Molto meglio ascoltare in macchina l'ultimo dei Dinosaur Jr! O no?
sabato 8 settembre 2012
lunedì 3 settembre 2012
Babbo, hai sbagliato
sabato 18 agosto 2012
Massa Finalese 11/08/2012
Assieme ad Altr'e20 e ad altri compagni di avventura abbiamo fatto un salto nelle zone emiliane colpite dal terremoto, dove si fatica quotidianamente per tornare al più presto alla normalità. Quest'ultima è senz'altro un concetto opinabile ma quando manca si sente!
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