domenica 29 aprile 2012

Bisesto (parte tre)

"E' una produzione o una pre-produzione?" mi chiede Ivano del Dunastudio, dove sono ripresi i lavori per Bisesto. "E' una produzione. Registriamo, poi mettiamo gratis sul sito e basta.", faccio io. Poi aggiungo: "Abbiamo tutti un lavoro e una famiglia ma il gruppo va avanti. Son tanti anni, ormai.". E lui dice una cosa che mi è rimasta impressa: "Per voi è un'identità.". Gli rispondo di getto: "Sì, ecco, bravo. Un'identità." e mi trovo di colpo catapultato nel mondo degli architetti che si realizzano solo quando curano l'orto o dei ragionieri col pallino del cicloturismo. E' l'unico modo ragionevole di spiegare il motivo per cui tre ultraquarantenni si sottopongono ad un tour de force di sei ore in studio di registrazione inseguendo l'impossibile, cioè il "buona la prima" che non arriva quasi mai. Incastrare i reciproci impegni con la fitta agenda dello studio sta diventando sempre più difficile, ma si tira dritto. Che vita è se non si ha un'identità?

sabato 28 aprile 2012

In famiglia



Mi viene spontaneo collegare il 25 aprile all'Emilia centrale, con epicentro grosso modo a Reggio. Da un paio d'anni mi reco al Museo Cervi, dove ci si raduna per far festa e ripassare un po' la storia (anche quella recente). Il mio onnipresente cinismo mi fa sempre tenere alta la guardia contro ogni forma di strumentalizzazione, opportunismo, ipocrisia e retorica ma, di contro, la mia genetica naivetè mi rende protagonista di slanci incoscienti in preda a chissà quali speranze. Quindi? Quindi tutti nel calderone fra partigiani, giornalisti militanti, musica resistente e gnocco fritto! Il sociale si è fatto personale quando io, Pappi e il sindaco Molinari siamo andati a far due chiacchiere con la Mara degli Ustmamò, protagonista negli ultimi anni di una rivisitazione del canzoniere anarcosindacale intitolata Dio Valzer. Peccato che il vento abbia fatto di tutto per rovinare la loro esibizione: ci rifaremo. Intanto resta nella nostra labile memoria una gran bella giornata "in famiglia".

domenica 1 aprile 2012

venerdì 30 marzo 2012

mercoledì 28 marzo 2012

martedì 27 marzo 2012

Torbido Blok





Come capitalizzare un mese di riposo forzato per una frattura costale? A parte cercare di rimettermi in sesto per il resto del bisesto (inteso come anno, non come fantomatico album dei Jean Fabry), ho anche ben pensato di:
1) guardarmi qualche film, tipo la filmografia di Noah Baumbach, il documentario Derailroaded sul grande Wild Man Fischer e persino Bubba Ho-Tep (notevole zavaglio horror-surreale)
2) chiamare gli elettricisti per mettere finalmente in sicurezza la casa (non c'è mai stata la messa a terra)
3) montare Torbido Blok
Su quest'ultimo punto credo di dover dare delle spiegazioni, in primo luogo a me stesso: Torbido Blok è un film (se così lo vogliamo chiamare) girato nell'anno 1990 in pregiatissimo VHS dall'allegra combriccola pre-Jean Fabry. Fu montato due anni dopo con tecnologie rudimentali (Video 2000 vi dice qualcosa?) da me e Roto. Nel 1998 (e già ci sembrava passata un'era geologica) fu addirittura mostrato in pubblico e in quell'occasione un referendum stabilì il titolo, per l'appunto Torbido Blok. In tutti questi anni si è sempre favoleggiato di rimontarlo con l'ausilio delle nuove tecnologie digitali, per concludere (in) degnamente la questione. Indovinate? Non si è mai trovato il tempo. Fino alla costola rotta. E così son partito, senza sapere bene dove sarei arrivato. Ogni tanto ho smarrito la strada, perdendomi in quei dialoghi post-adolescenziali e in quelle immagini che definire naif è un complimento. Perchè lo facemmo? Come facevamo ad essere così motivati? Come è stato possibile mettere assieme un branco di artistoidi ruspanti così ben assortito, ognuno con le sue belle ideuzze scombiccherate ma chiare a tal punto da bisticciare per un'inquadratura o una battuta? E adesso? Nel 2012? Perchè ho voluto farlo davvero? Quando ho manifestato le mie intenzioni malsane c'è chi è stato entusiasta, chi ha ironizzato e chi mi ha insignito di un prestigioso incarico: diventare la "memoria" del nostro piccolo clan. Quest'ultima affermazione (di Marlo) mi ha provocato un misto di sbigottimento e presa di coscienza: memoria io??? L'uomo più distratto del mondo? Prendo atto. Forse è davvero importante ricordare il centravanti scomparso, l'origine di Melampo, l'ammiraglio, i salatini e tutto il resto. Comunque, per quel che riguarda me (e sottolineo me) Torbido Blok è praticamente finito, anche se non è mai facile dare l'ultima pennellata ad un capolavoro. Sì, perchè di questo si tratta: un capolavoro. Non su questo pianeta, però.

lunedì 19 marzo 2012

Ahi hai

Guai
a prendere alla lettera la musica pop

stai
attento a chi confonde ancora il play con lo stop

vai
tranquillo se qualcuno ti considera snob

ahi
ahi ahi
ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi

hai
giocato a nascondino e tutti gli altri a ping pong

sai
per essere normali è necessario uno shock

ahi
le botte fanno male anche quando le do

ahi
ahi ahi
ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi