domenica 19 giugno 2022

Perseo persevera per sè

Il nuovo extended play dei Salti di scimmia (io con la fondamentale aggiunta di San Duna al mixer) si chiama Perseo persevera per sè e si compone di tre brani. Perseo persevera per sè: roba tipo R.E.M. (tipo, non esageriamo) ispirata dal rover Perseverance, tutto solo (?) su Marte ad incarnare lo smisurato ego di noi insignificanti microrganismi sotto sotto ancora convinti che il sole ci giri intorno. Tropa dopa: roba tipo post-punk dei poveri (beh, tutto è post-punk quindi questa ci sta) ispirata dalla mirabolante scoperta che ognuno ha il suo tipo di droga e ne fa uso per combattere il logorio della vita moderna (a volte esagerando per eccesso, ahia). Noto: roba tipo Ligabue (no, dai, scherzo) ispirata dal tempo che passa spietato, costringendoci ad aprire gli occhi godendocela finchè dura. La terapia Salti di scimmia continua. https://www.jeanfabry.net/audio/Salti%20di%20scimmia%20-%20Perseo%20persevera%20per%20s%C3%A8.zip

Then i feel nothing

Se la vita fosse un film (e a volte lo è, altrimenti non si spiegano certi accadimenti), ciò che è successo a me e Roto la sera dell'otto giugno potrebbe essere una specie di scena finale della pellicola "C'era una volta il Covid". Colonna sonora non di Morricone, bensì dei Dinosaur Jr: nella splendida cornice dello spazio DumBO di Bologna un gran bel concerto di Mascis, Barlow e Murph, tanta gente giovane (bambini!), qualche vecchio reduce (io e Roto!), zero mascherine, back in 2019. Ora, in realtà sappiamo bene che la pandemia è ben lungi dall'essere finita, ma pare che le armi a nostra disposizione stiano funzionando quindi anche un iperprudente come me riesce a sentirsi più libero pur con il brivido del rischio. Ovviamente, con buona pace dei miei amici "indecisi", la frase precedente chiarisce la mia posizione riguardo all'intera faccenda e francamente sono stati anni talmente estremi e dolorosi che preferirei non entrare ulteriormente in argomento. A proposito di dolore, come dice la canzone? I feel the pain of everyone then i feel nothing. Beh! Qualche ora da slacker-fuori-tempo-massimo mi ha fatto bene, dai.

domenica 27 febbraio 2022

Contronatura

foto Gianni Zampaglione
Eccomi qua, buffo-ometto-con-chitarra nella piazza della mia piccola città occidentale (denominata Russi, bizzarra coincidenza che strappa un sorriso amaro) a cantare Blowin' in the wind. Il me stesso ventenne (che fece il servizio militare obbligato dalla famiglia e incapace di autodeterminarsi a sufficienza) vedrebbe in questo un segno di coerenza e fedeltà ai principi della nonviolenza, mentre per il me stesso col barbone grigio la questione è più complessa. Ma è mai possibile che ai tempi del #metoo-blacklivesmatter-cyberbullismo-eccetera ci sia qualcuno che con i soldatini, i carri armati e le bombe va a casa degli altri spazzando via vite, dignità, civiltà? La sindaca di Russi ha giustamente detto di non voler vivere nel 1939 ma nel 2022, perchè nonostante tutto certe faccende dovrebbero far parte di un passato da non ripetere. E' chiaro che (come successe con l'ex Jugoslavia) questa guerra in Ucraina a due passi da casa ci colpisce maggiormente rispetto agli innumerevoli conflitti attivi in tutte le parti del mondo. Pensavamo ormai di essere al sicuro, dopo che i nonni ci avevano trasmesso dosi massicce di anticorpi: abbiamo continuato a ricordare la Liberazione ogni anno a costo di sembrare inutilmente noiosi e fuori moda; abbiamo persino digerito il concetto di guerra difensiva, ricordando le strazianti lotte partigiane; abbiamo circoscritto l'istinto belligerante alle manifestazioni sportive (nonostante ogni tanto anche lì facciano capolino comportamenti da censurare); abbiamo cercato di trasmettere i valori della solidarietà, della convivenza civile, del rispetto. E quindi? Beh, bisogna semplicemente continuare così. Sappiamo che minuscole guerre di potere avvengono quotidanamente in tutti i nostri ambienti di vita, sappiamo che il benessere materiale di qualcuno si fonda sullo sfruttamento altrui, forse stiamo cominciando addirittura a capire che i movimenti migratori non si basano sul portarci-via-la-nostra-roba e basta. Mettersi d'accordo senza spaccarsi la testa conviene a tutti. Se poi qualcuno allarga le braccia tirando in ballo la natura umana, prendendo un po' troppo sul serio ciò che proclamava ironicamente il grande Bracardi ("L'uomo è una bestia!") allora è proprio giunto il momento di andare contronatura.

mercoledì 19 gennaio 2022

Insert coin

scena: pensierosa serata in abitazione romagnola al tempo del Covid

Chissà se è proprio vero che si cambia. Cioè: uno magari ci spera, no? Voglio dire, con tutte le cazzate che si fanno nella vita (più o meno volute) a me resta sempre accesa la fiammella della redenzione, del migliorarsi, dello sbagliare per imparare. Penso ad episodi non edificanti della mia esistenza e mi dico: dài, oramai non sei più quella persona, ogni tua singola cellula è nuova di pacca, restano solo ricordi di ricordi, una memoria revisionata al passo col tempo presente. Ma non è che sia questo il punto? Non è che si rimanga sempre uguali a se stessi, geneticamente portati a raggiungere le stesse destinazioni pur percorrendo strade di volta in volta differenti? Non è che siano gli scenari diversi a darci l'illusione della progressione? Non è che interpretiamo erroneamente il rallentamento cognitivo come una forma di maturità o addirittura di saggezza? Forse da vecchi si è in grado di insegnare qualcosa ai più giovani per una mera questione di esperienze pregresse: grazie al cielo poi dopo un po' non ci ascoltano più e si infilano per la loro strada, a vele spiegate verso i loro, di errori (che i nostri son roba pallosa già vista milioni di volte). Da giovani si pensa di riuscire a ribaltare il mondo e raddrizzare i torti, è naturale e biologico. Se uno guarda la storia nel suo complesso si possono facilmente notare una miriade di passi in avanti verso una società "migliore", ma tutto è relativo: magari per qualcuno certe conquiste sono aberrazioni e se fosse per lui... E poi, quale "storia"? Quella umana? Quella occidentale? Quella del progresso scientifico? Quella dei massacri in nome di inesistenti divinità o ben più concreti interessi economici? Ok, me ne sono accorto da solo: questo è pessimismo, è il solito bicchiere mezzo vuoto, è quello che è. Però.

scena: il giorno dopo, stessa abitazione romagnola al tempo del Covid

Improvvisamente, è tutto chiaro. E' bastata una partita a Phoenix. Cos'è Phoenix? E' uno sparatutto da sala giochi inizio anni ottanta ed è sempre stato il mio preferito, fin dalla musica iniziale (la malinconica "Romanza anonima" famosa come "Giochi proibiti", invece di una qualsiasi marcetta battagliera). Phoenix come Fenice, che muore e rinasce sempre come da eterno copione. Ecco dove siamo: dentro una partita a Phoenix, in cui ammazziamo, veniamo ammazzati, compiamo imprese eroiche, facciamo le immani cazzate di cui parlavo all'inizio, superiamo man mano i vari livelli solo per poi ricominciare da capo, con sfumature sempre diverse ma con lo stesso mostro alieno da affrontare ancora e ancora e ancora. Poteva andare molto peggio. Potevamo essere dentro Pac-Man.

giovedì 30 dicembre 2021

21X2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(A-Z)

Courtney Barnett - Things Take Time, Take Time
Black Country, New road - For The First time
Phoebe Bridgers - That Funny Feeling (Bo Burnham Cover) (singolo)
Carmen Consoli - Volevo Fare La Rockstar
Coma_Cose - Nostralgia
Dinosaur Jr - Sweep It Into Space
Dry Cleaning - New Long Leg
Billie Eilish - Happier Than Ever
I'll Be Your Mirror: A Tribute to The Velvet Underground & Nico
Idles - Crawler
Low - Hey What
Madame - MADAME
Billy Nomates - Emergency Telephone EP
Sleaford Mods - Spare Ribs
Jorja Smith - Be Right Back EP
Snail Mail - Valentine
The Specials - Protest Songs 1924-2012
Sharon Van Etten & Angel Olsen - Like I Used To (singolo)
Wet Leg - Chaise Longue (singolo)
Wolf Alice - The Last Man On Earth (singolo)
Neil Young & Crazy Horse - Barn

domenica 26 dicembre 2021

2-3 salti di scimmia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                      Il Romagnolo ci teneva a dimostrare sempre
un carattere forte e coraggioso; anche nella
miseria sapeva fare dell'umorismo e sapeva
trovare la battuta spiritosa: "I magneva di selt
ad semia" ...


tratto da "La ludla" n.20, aprile 2000

Caro diario (perchè è di questo che si tratta, seppur con l'aggiunta di quel pizzico di esibizionismo oramai cronico), tu sai che ogni tanto mi capita di assemblare delle canzoncine e che la maggior parte delle quali entra a far parte del repertorio del gruppo-bricolage Jean Fabry. Stavolta le cose sono andate diversamente e con l'aiuto di Duna ho fatto uscire tre pezzi da solo, con quella che il webmaster Zini ha definito la nuova "onanistica" formazione. Con la bestia Covid ancora in giro a fare danni, la difficoltà nel riuscire a lavorare con i miei due soci per un ennesimo progetto si è mostrata in tutta la sua evidenza e la voglia di produrre comunque qualcosa ha partorito il primo ep dei Salti di scimmia (cioè me, myself & I, anche se Duna si è rivelato fondamentale per dare un senso a questo ennesimo capriccio). Tecnicamente le registrazioni sono state effettuate in casa mia con mezzi di fortuna e poca perizia tecnica e una volta in studio i difetti sono stati trasformati in pregi (al mio orecchio, ovviamente) con un uso creativo della famigerata tecnologia. Ma perchè continuo a tener nota di cose come queste con tutto quello che succede nella vita? Boh, forse è proprio a causa di tutto quello che succede nella vita, o magari è una testimonianza un po' narcisistica che potrebbe però essere di aiuto ad altri malcapitati desiderosi di esprimersi e di comunicare con il resto dei bipedi (forse) senzienti. Qua il professionismo non c'entra niente e non me ne vogliano gli artisti veri che ci campano: questo è il torneo dei bar, dove tutti possono sentirsi eroi per un giorno o anche meno.
2-3 salti di scimmia è il primo pezzo, solita roba in levare con testo post-apocalittico; poi c'è S'la foss par me in dialetto romagnolo che affronta il tema della socialità (il che fa ridere perchè in Romagna si vive da sempre un'ambivalenza paradossale fra la rinomata accoglienza e l'essere strégn o spagogn = sdegnoso, serio, poco socievole); infine Càpita, canzone non-solo-natalizia ispirata ad una installazione faentina del Maestro Gorini. Alè, può bastare: in futuro arriveranno altri salti di scimmia, oltre ovviamente al ritorno dei Jean Fabry.

https://www.jeanfabry.net/audio/Salti%20di%20scimmia%20-%202-3%20salti%20di%20scimmia.zip

sabato 4 dicembre 2021

Excuse me (What?)

Ogni tanto mi torna la voglia (e, non si sa come, trovo pure il tempo) di scrivere due corbellerie e buttarle ai margini della grande rete, soprattutto quando succedono cose strane. Lungi da me abbracciare la moda del complottismo che tanto furore sta facendo nel globo terracqueo, però scusate: leggo su Blow Up di questo gruppo (Wet Leg) fondato da due ragazze dell'isola di Wight, che avrebbe sfornato la canzone dell'anno (Chaise Longue) e incuriosito, abbocco. Scopro che queste potrebbero essere le figlie dei Pixies e delle Breeders (sia in senso artistico che in senso anagrafico), hanno un tiro pazzesco ed effettivamente Chaise Longue è il pezzo dell'anno per distacco. Poi guardo i loro video e spuntano delle rotoballe (il mio storico guilty pleasure) e mi dico che vabbè dai è tutto uno scherzo preparato ai miei danni per farsi beffe di un povero vecchio. Ulteriore conferma il fatto che non riescono a stare serie e ridono sempre. 

Foto: Holly Whitaker