Ricaricato dall'esperienza, mi preparo al tour de force col quale passerò alla storia come L'uomo Che Voleva Conoscere I Propri Limiti: quattro esibizioni in quattro giorni, prima a Faenza poi le tre di Cervia farcite di riletture da Petrolini ai CCCP, da Umiliani a Battiato, dalla Caselli agli Skiantos. Il lavoro a me mi stende / e per giunta non mi rende...
mercoledì 22 giugno 2011
I gelati sono buoni, ma costano milioni
Ricaricato dall'esperienza, mi preparo al tour de force col quale passerò alla storia come L'uomo Che Voleva Conoscere I Propri Limiti: quattro esibizioni in quattro giorni, prima a Faenza poi le tre di Cervia farcite di riletture da Petrolini ai CCCP, da Umiliani a Battiato, dalla Caselli agli Skiantos. Il lavoro a me mi stende / e per giunta non mi rende...
venerdì 17 giugno 2011
A change is gonna come
Dopo il successo dei referendum si respira veramente un'aria nuova. Mi guardo in giro e vedo gente più distesa, serena e ottimista. Persino gli indumenti si sono fatti più colorati, e la voglia di uscire all'aria aperta sta contagiando tutti. Il cambiamento è finalmente arrivato. Sono emozionato, vivere questo momento mi dà alla testa: chissà cos'altro ci porterà il futuro! Niente ci è più precluso! Una rivoluzione senza spargimenti di sangue! Libertà e giustizia per tutti! Il lupo e l'agnello a cena insieme! L'era dell'acquario, dei pesci e di tutte le altre bestie! La luce alla fine del tunnel! La grande pace universale! Sì! Sì! Sì! Sì!Ah no, aspetta un attimo, come non detto. E' solo l'estate che sta arrivando. Chiedo scusa.
venerdì 10 giugno 2011
Acqua c'am brus
Bella serata nella nostra Russi (RA) a cura del Comitato Cittadino Acqua Pubblica per contribuire alla sensibilizzazione sui referendum. C'eravamo pure noi Jean Fabry, nella formazione "padri fondatori", cioè io Marlo e Pappi (ospite d'eccezione alla batteria Balbi dei Jackson's Relatives). Sarà retorica, ma si va facendo strada la sensazione di un lento ma inesorabile ritorno alla politica (nel senso alto del termine) da parte della gente (mi scuso per l'ennesimo luogo comune). O mi sto ulteriormente rincoglionendo? Nell'attesa di sciogliere il dubbio, andiamo a votare.
sabato 4 giugno 2011
Same as it ever was
La visione di Ride, rise, roar (il film-concerto di David Byrne) ha riattivato per l'ennesima volta il profondo legame che mi lega ai Talking Heads. Nel video in questione, peraltro ottima testimonianza di un ottimo tour, i nuovi brani del Nostro non reggono il confronto con la vecchia produzione: l'abbondante materiale ripescato da Fear Of Music e da Remain In Light mi fa ancora restare a bocca aperta. I Talking Heads sono stati il gruppo perfetto per accendere la testa, scaldare il cuore e far muovere il culo. Ancora ricordo lo shock procuratomi da Road To Nowhere (mi sono piaciuti molto anche i dischi della seconda fase, quelli "minori") o la scoperta che il mio professore di diritto considerava "I Testi Sacri" i primi quattro album del gruppo (dove scorre un'evoluzione degna pari solo a quella Beatles). Poi, insomma, quelle cassette che mi fece Roto, mandate a memoria all'infinito. E Stop Making Sense? Così anni '80 eppure così insuperato! Su tutto (non me ne vogliano gli altri del gruppo), l'occhio (sbarrato) di Byrne, artistoide venuto dalla provincia scozzese col pallino della world music. E' ancora in mezzo a noi, un po' invecchiato, ma sempre in movimento (da fermo). E' colpa sua e di quelli come lui se sono diventato quello che sono!
giovedì 2 giugno 2011
1861
Ecco, stavolta l'abbiamo fatta grossa: a fine giugno il sottoscritto e Andrea (Giuliani, batterista-organettista) saremo per tre sere di fila al Festival Delle Arti di Cervia per celebrare (in) degnamente il centocinquantenario, tracciando a zig-zag una nostra personale storia della canzone italiana. Per suonarci la carica non basterà tutto lo Spritz del Triveneto, mi sa. Ad ogni modo siam pronti alla morte, l'Italia chiamò.
domenica 29 maggio 2011
It's gotta be rock and roll music (if you wanna dance with me)
C'è tanto da imparare, diceva quello. Reduce da un weekend di esibizioni non posso fare altro che concordare. Suonare a Marameo - Il Festival Dei Bambini è stato come giocare in casa, anche se in realtà è risultato piuttosto difficile "tenere" il pubblico fino alla fine: qualcuno se ne è andato, stanco per la lunga giornata o affamato per l'approssimarsi dell'ora di cena, innescando un piccolo effetto domino che ci ha visti terminare lo spettacolo eseguendo un Circo Bidone per pochi agguerriti fans. Gran bel contesto, comunque: relax e intelligenza a braccetto. E la soddisfazione di un bel distorsore sul Ponte Di Baracca. Ah, poi Marlo ha portato il necessario per lo Spritz fai-da te.Al Vespa Raduno di Lizzano, sui colli cesenati, un po' di obnubilamento sensoriale mi ha fatto dimenticare gli accordi di alcuni pezzi, mi sono saltate due corde, mi sono perso più volte durante la scaletta e ho spesso avuto la sensazione che suonassimo cinque concerti diversi. Risultato? Gli astanti hanno mostrato di gradire ed i ragazzi dell'organizzazione sono parsi sinceramente molto contenti. Tra l'altro, a pensarci bene, ci sono stati bei momenti: la solita gag sulle varie versioni di Stringi le viti, la Sofi spinta dalla mamma (!) a cantare il Camaleonte, Pappi che ha tirato fuori la Vespa gialla, ferma dall'ultima glaciazione, ecc. ecc. Ma c'è una cosa che ha accomunato queste due giornate: in entrambi i casi, dal pubblico è giunta una richiesta precisa, a Marameo da un bimbo che avrà avuto a malapena tre anni e al Vespa Raduno da un amante delle bevande ricavate dalla fermentazione del luppolo. Qual'è stata la richiesta? Tre parole che ogni tanto è salutare riportare alla mente: Rock And Roll. E l'hanno chiesto a noi, pensa te.
venerdì 27 maggio 2011
All things go, all things go
Noi fanatici di musica alternativa siamo gente strana. A volte cerchiamo appositamente i gruppi più oscuri per poter avere un segreto da non condividere con nessuno, a volte invece seguiamo la massa e ci infatuiamo di quel che passa il convento, pur rimanendo nel nostro ambito "indie". Nei cosiddetti anni zero son successe tante belle cose, anche se la spinta innovativa dei decenni precedenti si è un po' affievolita. Una delle cose migliori è stata senza dubbio Sufjan Stevens, l'iperamericano autore del capolavoro indie-folk-pop Illinois. Dopo un paio d'anni di relativo silenzio e l'abbandono del progetto "un disco per ogni stato dell'unione", il nostro pare aver avuto un crollo nervoso durante la visione de Il fantastico Mr.Fox (del suo corrispettivo cinematografico, Wes Anderson) ed è tornato con un disco "normale" (All Delighted People) e con uno un po' meno (The Age Of Adz). Quest'ultimo ha provocato reazioni contrastanti, ed era da dire, essendo una specie di concept tecno-electro-pop sull'Apocalisse ispirato dalle opere di Royal Robertson, personaggio quantomeno "originale". Di primo acchito, i vocoder e i ritmi vintage dell'album mi hanno lasciato un po' perplesso, poi piano piano il valore dei pezzi e la qualità del lavoro me lo ha fatto rivalutare, fino a spingermi ad acquistare i biglietti per l'unica data italiana del tour, al teatro di Ferrara. Niente mi avrebbe però fatto presagire che razza di spettacolo avrei avuto la fortuna di vedere: una roba di una tale potenza da farmi quasi sragionare! A parte la scaletta, basata sull'ultimo lavoro ma con importanti recuperi dal passato più "traditional", è stata la coreografia a lasciarmi senza parole. Dopo un primo momento di straniamento, nel quale mi pareva di essere ad un concerto dei Genesis del 1973, sono stato rapito irrimediabilmente dalle astronavi, dalle tastiere, dai cori angelici e dalla potenza ritmica delle due batterie. E le acrobazie della corista? E l'assolo di sk-1? E le stelle filanti, le maschere e i palloni? Assolutamente fantastico. Siamo entrati con la nostra brava faccia da nerd e siamo usciti con un sorriso da bambini la mattina di natale. Grazie Sufjan, ben fatto. E lo Spritz al bar del teatro non era affatto malvagio.
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